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Dalla ricerca
da www.modusonline.it | FEB-2010
Obesità e dosaggio dei farmaci antidiabetici Sovrappeso ed obesità modificano i principali parametri farmacologici (concentrazione nel sangue, emivita, distribuzione nei tessuti) degli agenti antidiabetici. È quindi necessario personalizzare il trattamento prendendo in considerazione anche queste condizioni. Ci sono diversi metodi per misurare direttamente la composizione corporea, cioè la proporzione tra massa magra e massa grassa (peso in acqua, plicatura della cute/sottocute, impedenziometria, densitometria a raggi-X) , ma sono strumenti utili per la ricerca clinica più che per la pratica quotidiana. I metodi indiretti, come l'indice di massa corporea (IMC o BMI), la superficie corporea, il peso ideale e così via, sono più semplici, ma inevitabilmente meno accurati. In entrambi i casi, lo scopo è quello di stimare il volume di distribuzione del farmaco e la velocità con cui la molecola viene metabolizzata ed eliminata (la clearance) per poter aggiustare in modo appropriato sia le dosi che gli intervalli di somministrazione.
Hanley MJ et al. Clin Pharmacokinet. 2010;49(2):71-87. [Link] da www.dm1.it | FEB-2010
L'ipertensione nascosta
La pressione alta (ipertensione) è una condizione molto comune, potenzialmente rischiosa (è un fattore che aumenta la probabilità di ictus) e sicuramente dannosa per l'organismo (ne soffrono tutti i vasi sanguigni arteriosi che tendono ad irrigidirsi e a chiudersi, e i reni che col tempo possono funzionare sempre meno). Nelle persone con diabete tipo-1 si possono verificare dei rialzi notturni della pressione sanguigna (oppure non avviene l'abbassamento fisiologico della pressione durante il sonno). Queste alterazioni, spesso, non essendo associate ad un aumento della pressione durante il giorno, comunemente non vengono misurate se non attraverso un monitoraggio continuo (Holter pressorio). Se non rilevate, le alterazioni, non verranno nemmeno trattate, aumentando così il rischio di complicanze (per esempio di retinopatia diabetica).
Rodrigues TC et al. Diabetes Res Clin Pract. 2009 Nov 17. [Link] da www.dm1.it | FEB-2010
I livelli di emoglobina sono più alti nel DM1?
L'anemia è una delle possibili complicanze del diabete, dovuta almeno in parte al danno renale. Il rene, infatti, produce un ormone, l'eritropoietina, che stimola il midollo osseo a fabbricare nuovi globuli rossi. Nelle persone con diabete, però, è possibile anche la condizione opposta, cioè un eccesso di emoglobina e/o di globuli rossi. Questo stato può avere conseguenze sulla capacità di coagulazione del sangue, sulla facilità cioè che si formino dei piccoli coaguli (trombi/emboli) a livello dei vasi sanguigni. Le persone con diabete tipo-1, soprattutto le ragazze durante l'adolescenza, possono avere dei valori di emoglobina più alti di quelli dei loro 'coetanei' non diabetici. Le ragioni di questo aumento non sono del tutto note. Si ipotizza che potrebbe essere dovuto a un effetto 'stimolante' dell'insulina sul midollo osseo, oppure a un aumento dei livelli di testosterone, che a sua volta stimola il midollo osseo. Conway BN et al. Diabetes Care. 2009 Nov 23. [Link] da www.modusonline.it | FEB-2010
La chiave dell'infiammazione diabetica
Nel diabete è presente uno stato di infiammazione latente che è alla base sia della progressiva distruzione delle insule pancreatiche, che di molte delle complicanze associate a questa patologia. Al centro dei processi infiammatori innescati da alterazioni metaboliche sta un gruppo di molecole (NLRP3 o Nalp3 or Cias1) che controllano la produzione di interleukina-1 (IL-1), citochina prodotta dalle cellule del sistema immunitario che, tra le altre cose, fa innalzare la temperatura corporea durante un'infezione. Il diabete non è l'unica malattia metabolica in grado di innescare processi infiammatori; anche per la gotta, una condizione causata dall'eccesso di acido urico, il processo è analogo. Questa scoperta apre la strada all'identificazione di nuovi farmaci antidiabetici basati su un meccanismo d'azione completamente differente dai precedenti trattamenti
Schroder K et al. Science. 2010 Jan 15;327(5963):296-300. [Link] da www.dm1.it | FEB-2010
Strategie di ottimizzazione dei boli alimentari
La terapia con microinfusore permette di modulare la somministrazione dell'insulina adattandola ai singoli individui ed alle varie esigenze che si presentano nell'arco della giornata o della settimana (pasti più o meno abbondanti, attività fisica, etc.). Il concetto fondamentale su cui si basa questo trattamento insulinico è che l'organismo ha bisogno di una quantità minima di insulina costante nelle 24 ore (basale) e di dosi aggiuntive in corrispondenza dei pasti (boli). Questo schema (basale/boli) è stato anche adottato nella terapia multiniettiva e costituisce oggi lo standard di riferimento. Il bolo 'a onda doppia' è una soluzione implementata nei microinfusori di ultima generazione composta da due somministrazioni: un'infusione istantanea (bolo vero e proprio) ed una nell'arco di alcune ore (una sorta di basale modificata temporaneamente). Il principale vantaggio è di permettere un miglior controllo della glicemia post-prandiale riducendone le oscillazioni.
Klupa T et al. Acta Diabetol. 2010 Jan 9. [Link] da www.modusonline.it | FEB-2010
Insulina e stress ossidativo
Il diabete è anche una malattia cardiovascolare, nel senso che il danno che si produce ai piccoli e grossi vasi sanguigni non può essere considerato semplicemente una complicanza, essendo presente, in misura differente, in tutte o quasi le persone diabetiche. Le lesioni vascolari sono indotte da condizioni di protratta iperglicemia (c'è troppo zucchero nel sangue) e di aumentata variabilità glicemica (lo zucchero aumenta e diminuisce determinando escursioni esagerate) che innescano reazioni infiammatorie (stress ossidativo), le quali a loro volta danneggiano le pareti dei vasi sanguigni. L'insulina ha un effetto di protezione verso queste reazioni infiammatorie, indipendente dall'effetto di normalizzazione della glicemia. Questo è quanto suggerisce uno studio francese che ha confrontato persone con diabete di tipo-2 trattate con ipoglicemizzanti orali verso pazienti trattati con insulina.
Monnier L et al. Diabetologia. 2009 Nov 5. [Epub ahead of print] [Link]
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